Un paesaggio Patrimonio dell’Umanità
a cura di Mauro Agnoletti
Professore Facoltà di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (UNIFI) Coordinatore del Dossier di iscrizione delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità
Nel Nord-Est d’Italia, tra Treviso e Belluno, è posizionato il cuore produttivo del vitigno Glera, ovvero l’area Conegliano Valdobbiadene, il centro spumantistico più importante d’Italia e tra i più noti e famosi del Mondo.
Già nel 1400, e nei due secoli successivi, esisteva una produzione di vino molto apprezzata nei più importanti mercati di quel periodo, ma addirittura da tempi più lontani a Conegliano si era affermata la coltivazione della vite e la produzione di vino. Le testimonianze medioevali sono precise, infatti gli Statuti coneglianesi del 1282 già parlavano di tradizioni da rispettare nel settore vitivinicolo. La situazione cambiò radicalmente nei primi del 1700 a causa di un generale degrado aggravato nel 1709 da una gelata che distrusse quasi tutti i vigneti, che furono successivamente ripiantati dai contadini avendo però come obiettivo soprattutto l’abbondanza delle produzioni. Nella seconda metà del 1800 l’attività di alcuni studiosi, fra i quali primeggiava Antonio Carpenè, portò nel 1876 alla fondazione della prima Scuola Superiore di Enologia in Italia e successivamente, negli anni ’20 del 1900, dell’Istituto Sperimentale di Viticoltura e di Enologia oggi CREA-VE. Il vero interesse per la viticoltura specializzata si ha nell’immediato dopo guerra con la messa a coltura di vigneti su palo secco, dove primeggiava il vitigno Glera seguito dal Verdiso. L’inizio di quello che oggi è il fenomeno “Prosecco” si ha negli anni ottanta del 1900 momento in cui i vigneti aumentarono e vennero istituite più del 50% delle attuali cantine. Altro momento storico e di grande plus per il Prosecco è stato il 2009 con l’entrata in vigore del disciplinare DOCG; il successo odierno è sotto gli occhi di tutti.
Il comprensorio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è fisicamente divisibile in due porzioni, una ad est (orientale ovvero Conegliano con direzione delle colline a prevalenza Nord-Sud) e una ad ovest (occidentale ovvero Valdobbiadene con direzione delle colline Est-Ovest). In entrambi i casi la morfologia è collinare costituita da un insieme di catene che dalla pianura si susseguono fino alle Prealpi Trevigiane. Ciò che distingue nettamente le due aree è la conformazione delle colline: più irte e ripide a Valdobbiadene, e dintorni, su matrice composta da marne e da conglomerato, più dolci e smussate a Conegliano, e dintorni, su suoli a substrato morenico o argilloso limosi. I vigneti occupano circa 8.500 ettari nella parte più soleggiata dei colli ad un’altitudine compresa tra 50 e 500 metri sul livello del mare, mentre il versante esposto a nord e la sommità delle colline è boschivo. La pendenza dei versanti è stata vinta e resa coltivabile attraverso la realizzazione di ciglioni, rampe e terrazzi inerbiti che hanno in parte plasmato nei secoli i versanti rendendoli, grazie alla presenza della vite, più attraenti e unici.
Il clima è temperato subcontinentale, con inverni freddi, estati calde, asciutte e ve ntilate, buone le escursioni termiche giornaliere (ad agosto/settembre in alcuni casi superiori a 14°C) e le precipitazioni sono ben distribuite nel corso dell’anno. La piovosità media annua di lungo periodo varia dai circa 1.100 mm di Conegliano ai 1.250 mm di Valdobbiadene. Nel periodo estivo le precipitazioni assumono spesso carattere temporalesco per l’afflusso di masse d’aria caldo-umide provenienti dal lago di Garda, che si sollevano per l’ostacolo opposto dalle Prealpi.
Anche la componente forestale svolge un ruolo importante. Trattandosi di boschi non più gestiti, si può assegnare a tali ecosistemi una funzione di mitigazione dell’intensificazione agricola, rappresentando più del 57% dell’area, oltre al ruolo di mantenimento della risorsa idrica e di riduzione del rischio idrogeologico. Peraltro, anche il ciglione assolve egregiamente a tale funzione. E’ sempre più evidente l’integrazione fra bosco e viticoltura, utilizzando il palo di legno come sostegno ai filari. Dove la componente forestale gioca un ruolo importante per il paesaggio è quando filari di alberi, o piccole fasce boscate, dividono gli appezzamenti viticoli, un tratto unico del paesaggio del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene fra le candidature viticole UNESCO. A tutto questo si aggiungono i fabbricati rurali tradizionali di grande importanza anche in funzione turistica. Al momento le colline di Conegliano Valdobbiadene sono l’unico sito viticolo UNESCO che ha decisamente e finalmente puntato sul paesaggio. Si tratta quindi di un elemento che deve essere conservato e valorizzato.
Fonte: Rapporto Economico Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG